Mario Testino fotografo di origine cilena, ha dato un accesso alla sua vita privata attraverso i suoi scatti più celebri, ma anche attraverso foto rubate dai suoi set.
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domenica 10 febbraio 2013
venerdì 8 febbraio 2013
Classifiche del 7 febbraio 2013
Uk Chart (Album):
1. Biffy Clyro “Opposites”;
1. Biffy Clyro “Opposites”;
2. Soundtrack “Les Miserables”;
3. Fleetwood Mac “Rumors”.
3. Fleetwood Mac “Rumors”.
US Chart (Single – Billboard):
1. Mackelmore & Ryan Lewis feat. Wantz “Thrift Shop”;
2. Bruno Mars “Locked Out of Heaven”;
1. Mackelmore & Ryan Lewis feat. Wantz “Thrift Shop”;
2. Bruno Mars “Locked Out of Heaven”;
3. Will.i.am feat. Britney Spears “Scream & Shout”.
US Chart (Album– Billboard):
1. Justin Bieber “Believe”;
2. Andrea Bocelli “Passione”;
3. Tegan & Sara “Hearttrob”.
1. Justin Bieber “Believe”;
2. Andrea Bocelli “Passione”;
3. Tegan & Sara “Hearttrob”.
Italia (Album)
1. Baustelle “Fantasma";
2. Gianna Nannini “Inno”;
3. Mario Biondi “Sun".
Microsolchi n. 21 - Kraftwerk – “The man – Machine” – Emi Records1978
Anche i Robot hanno un’anima.
A coloro che accusavano i Kraftwerk di essere “dei ridicoli robottini di plastica” capaci di fare solo musica meccanica e ripetitiva, Ralph Hutter, in un’intervista, ripondeva che loro non erano meno “automi” della gente comune, che si muove ormai automaticamente secondo i ritmi dettati dalla civiltà industriale (come dicono i francesi: “métro, boulot, dodo” ovvero le giornate tutte uguali che si ripetono in un loop continuo fatto di “metrò, lavoro, nanna”).
Già dalle prime note, o meglio dai primi effetti sonori di “The robots”, brano che apre il disco, si capisce subito cosa ci aspetterà: uno scenario sintetico scandito dalla macchina con un ritmo preciso e ripetuto ossessivamente, come nella fabbrica di “Metropolis” di Fritz Lang.
“The Man-Machine”, disco del 1978, appartiene a quell’epoca in cui i sintetizzatori non stavano dentro ad un microchip come oggi, ma erano dei monumentali macchinoni analogici fatti di spinotti e manopole varie, sicuramente non alla portata di tutti, sia per complessità che per costo.
I suoni che ascoltiamo sono quelli di un’elettronica grezza e primitiva, come se fosse la fase embrionale di quella patinata e danzereccia a cui si arriverà con le evoluzioni successive, talmente aliena da tutta la “musica che gira intorno”, sia dell’epoca che odierna, da rimanere sempre attuale nel tempo.
La capacità dei Kraftwerk e la bellezza di questo disco sta proprio nel saper creare delle melodie calde (“The model”, “Neon lights”) insieme ad atmosfere tese e coinvolgenti (“Spacelab”, “The robots”, “The man-machine”) unendo fra di loro suoni che, il più delle volte, di musicale hanno ben poco (come quei “borbottii elettronici” tipici delle macchine che si sentono nell’intro di “The robots”), dando vita ad un mondo in cui anche le macchine riescono a trasmetterci delle emozioni e a comunicare con “noi umani”.
Non dimentichiamoci del titolo: “The Man/Machine”. L’Uomo/Macchina o la Macchina /Uomo o l’Uomo vs la Macchina o viceversa. Tutto ruota attorno al tema di quanto sia umana la macchina o di quanto sia macchina l’uomo.
Ed il concerto dei Kraftwerk mette in scena proprio quest’ossimoro: un’esplosione di adrenalina e di beats che fuoriescono da laptop manovrati da quattro signori immobili ed asettici, impassibili anche al boato che sale dal pubblico alla fine di ogni brano. Così li ho visti all’Auditorium del Lingotto di Torino nel 2004: un’esperienza sensoriale unica, come ascoltare la musica col miglior impianto hi-fi del mondo, sicuramente fra i migliori concerti visti in vita mia, se non il migliore.
E così era anche ai tempi di “Man/Machine” a giudicare da quanti ancora ricordino come “memorabile” la loro esibizione live, nei primi anni ottanta al Palalido di Milano.
Per tornare al disco, la copertina è un vero e proprio manifesto, a mio parere, come impatto visivo, al pari di “London Calling” dei Clash, con i quattro “uomini robot” sulla scala che guardano a sinistra, in camicia rossa e cravatta nera a led, sicuramente un modello stilistico a cui si ispireranno tutti i musicisti elettronici a venire.
Morale: con questo disco ho capito quanto possa essere emozionante la musica elettronica e, che quindi, anche i robot hanno un’anima. Da ascoltare assolutamente.
E come sempre è stato un piacere. Il Vs. Mauro.
giovedì 31 gennaio 2013
Classifiche del 31/01/2013
Uk Chart (Album):
1. Soundtrack “Les Miserables”;
1. Soundtrack “Les Miserables”;
2. Emeli Sande “Our version of events”;
3. Calvin Harris “18 months”.
3. Calvin Harris “18 months”.
US Chart (Single – Billboard):
1. Mackelmore & Ryan Lewis feat. Wantz “Thrift Shop”;
2. Bruno Mars “Locked Out of Heaven”;
1. Mackelmore & Ryan Lewis feat. Wantz “Thrift Shop”;
2. Bruno Mars “Locked Out of Heaven”;
3. The Lumeneers “Ho Hey”;
4. Taylor Swift “I Knew You Were Trouble";
5. Will.i.am feat. Britney Spears “Scream & Shout”.
US Chart (Album– Billboard):
1. Gary Allan “Set You Free”;
2. The Lumeneers “The Lumeneers”;
3. Soundtrack “Pitch Perfect”.
1. Gary Allan “Set You Free”;
2. The Lumeneers “The Lumeneers”;
3. Soundtrack “Pitch Perfect”.
Italia (Album)
1. Gianna Nannini “Inno”;
2. Baustelle “Fantasma";
3. Francesco Guccini “L’ultima Thule”;
4. Ludovico Einaudi “In a Time Lapse”.
mercoledì 30 gennaio 2013
Bologna City Art 26-27/01
Bologna notte bianca, tra numerosi eventi ad una certa ora lo stomaco si fa sentire. In Via dè Falegnami, 4, sosta per piatti della cucina tipica, ed è qui che compare Antonio Albanese.
Alla Fiera invece tra i più anonimi visitatori avvistata una effervescente Amanda Sandrelli con look minimal, adattissimo.
Alla Fiera invece tra i più anonimi visitatori avvistata una effervescente Amanda Sandrelli con look minimal, adattissimo.
martedì 29 gennaio 2013
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