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mercoledì 28 settembre 2011

Microsolchi n. 22 – Nirvana “Nevermind” – 1991/2011 Geffen records


“ A mulatto, an ebano, a moskito, my libido, a denial, a denial!”: eppure nel 1991 questo verso, tratto dal ritornello di “Smells like teen spirit”, ha cambiato la vita di un’intera generazione. Certi testi, nel rock, si possono, ma  non si devono tradurre alla lettera; ciò che importa è come suonano.
Dave Grohl, batterista dei Nirvana, citava in un’intervista l’esempio di “My sharona” dei Knack:”Cosa significa My sharona?Assolutamente niente, eppure mi ha cambiato la vita”.
Se poi ci aggiungiamo che la versione finita su disco e consegnata alla storia di “Smells like teen spirit”, primo singolo di Nevermind, è quella suonata in studio la seconda volta, già si comprende come certe cose devono accadere per forza.
La potenza di quel singolo fu impressionante e, grazie ad Mtv, entrò nelle case di tutto il mondo imponendo un vero e proprio “immaginario grunge”, fatto di camicie a quadrettoni stile boscaiolo, jeans strappati,capelli lunghi e scapigliati, chitarre fender jaguar dal suono corpulento e tellurico; insomma, tutto quanto si vedeva e si udiva in quel video.
All’epoca si parlò dei Nirvana e del “grunge” come della musica della “generazione X”, cioè quella senza più ideali da difendere e valori in cui credere, che passa le giornate fra WalMart (catena di ipermercati negli Stati Uniti) ed il divano di casa, davanti alla televisione accesa.
Detrattori a parte, il grunge, dopo “Teen spirit”, diventò fenomeno di massa in tutto il mondo ed il logo dei Nirvana, quello con lo smile “sballato” di colore giallo, cominciò a circolare ovunque.
Forse è stata l’ultima volta che la musica riusciva a creare dei gruppi di “identificazione di massa” per i teenager dell’epoca, come era accaduto alle generazioni precedenti con “i punk” “i dark”, “i paninari”, con tutti i meccanismi legati a questo tipo di fenomeni.
Se eri grunge avevi la tua musica (Nirvana, Pearl Jam, Stone Temple Pilots, Alice in Chains, L7 per i più arditi), i tuoi vestititi (look trasandato da boscaiolo ribelle), i tuoi film (mi viene in mente “Singles” con Matt Dillon ).
E’ anche questo il motivo per cui i Nirvana all’epoca mi sono sfuggiti, mi sembravano “una moda”, ed insieme a tutto quel calderone del grunge non capii quanto la loro miscela di punk e melodie pop fosse  nuova e travolgente.
Passata la sbornia dei media per il grunge, ho avuto l’illuminazione ascoltando una sera “Planet Rock” su Radiodue, in occasione dell’uscita di “From the muddy banks of the wishkah”, un disco postumo fatto di  esibizioni live registrate in giro per il mondo, di cui una presa da un concerto tenutosi a Roma.
In quell’occasione il conduttore spiegava come i Nirvana riuscissero ad ottenere quel suono: in pratica una specie di gigantesco feedback che ad ogni rientro diventa sempre più pieno, fino a generare un magma compatto e pastoso; aggiungiamoci poi la voce potente e viscerale di  Cobain e si ottiene quell’onda d’urto di proporzioni colossali.
Comprai subito il cd di “In Utero” presso un ipermercato (pura generazione X!) e poi il cd usato di “Nevermind” da Metropolis di Via Padova.
Per essere un cd del 1991, “Nevermind” ha già un suono molto pieno e corposo, quasi non ci fosse bisogno di nessuna versione remastered, ed il vinile, (potevo farmelo mancare con quella copertina?) ancora meglio.
Ora la geffen pubblica, in occasione del ventennale, due ristampe in vinile, di cui una in picture disc, e due versioni “cd deluxe” ,di cui una “super deluxe”, (con 4 cd e un dvd, tanto per non invogliare i collezionisti).
Io ho preso la cd deluxe semplice (e così siamo alla terza versione dello stesso disco!) ed onestamente devo dire che però ne vale la spesa: il suono è ancora più corposo e d’impatto ed è veramente una goduria ascoltare i Nirvana con una resa sonora di quel livello.
Pezzi preferiti: Non si può scegliere, la playlist del lato A (“Smells like teen spirit”- “in bloom” – “Come as you are”- “Breed” – “Lithium “- “Polly”) è il dna dei Nirvana: il lato B con “Drain you” e la chiusura con “Something in the way”, epocale.
Da vedere assolutamente l’esibizione dei Nirvana alla televisione francese ai tempi di “In utero” con Cobain che, durante “Drain you”, sbatte al suolo la chitarra, dopo che ha smesso di funzionare, ed urla un “Daaamn!” da far tremare la terra (http://www.youtube.com/watch?v=988Cst8qXGo&feature=results_main&playnext=1&list=PL59E8AAD5C02EB913).
Come diceva Jack Endino, il produttore di Seattle che per primo ascoltò Cobain, nel documentario “The last 48 hours of Kurt Cobain”: “La prima volta che ascoltai Kurt mi resi conto che  aveva una voce incredibile ma soprattutto un urlo incredibile, e con un urlo incredibile vai molto lontano nel Rock ‘n’ roll !”.
E come sempre è stato un piacere, il vostro Mauro.

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